Il Presidente Alberto Scuro protagonista di un intervento a tutto campo
Il Forum di Pebble Beach ha coinciso con il 60° anniversario della FIVA e il 75esimo del celebre concorso d’eleganza, uno dei must del mondo dell’auto d’epoca; in altre parole l’occasione giusta e importante per fare il punto sul mondo dell’auto d’antan, non solo moda ma fenomeno culturale e di costume nonché volano di conoscenze tecniche in grado di muoversi trasversalmente nella società e nel mondo preservando e tramandando passione, manualità e tradizione.

Due traguardi che rappresentano decenni di impegno nella valorizzazione della storia dell’automobile e che hanno offerto l’occasione ideale per riflettere sul futuro dell’automobilismo storico.
Tali concetti si sono perfettamente ritrovati nei temi e nel titolo del forum “Impegno per la passione: restauro, esperienza e il business delle auto da collezione” titolo che – estrapolato – sottende come e quanto i veicoli storici, dal più umile al più prestigiose, siano infatti testimonianza marciante del patrimonio culturale mondiale.

In questo suo primo impegno istituzionale al di là dell’Atlantico Alberto Scuro, neo Presidente FIVA, nel ribadire che l’Istituzione da lui presieduta ha come suo primo obbiettivo la conservazione e la promozione del motorismo storico ha voluto sottolineare la necessità di mantenere e incrementare una specifica collaborazione fra gli attori di questo particolare mondo formato da collezionisti e restauratori, attorno ai quali ruotano artigiani sopraffini, aziende specializzate, club di marca e non per non parlare del mondo istituzionale (che fa sempre molto poco al riguardo ndr).

Il rapporto fra la FIVA e gli organizzatori del Pebble Beach Concours d’Elegance – nato nel 1999 – data quindi 25 anni, un quarto di secolo scandito dall’assegnazione dei prestigiosi FIVA Awards assegnati ad automobili storiche eccezionalmente ben preservate ma, questo è il quid, non costantemente confinate all’interno di garage iperprotetti, bensì spesso utilizzate su strada.
L’utilizzo frequente del mezzo storico è infatti considerato imprescindibile dalla FIVA che cerca di incentivarlo proprio perché considera l’auto storica – ci sia perdonata la contraddizione in termini – un oggetto vivente, testimonianza marciante delle varie epoche e dei diversi cambiamenti della società che la singola auto storica rappresenta.
Il fenomeno è perfettamente rappresentato dal Pebble Beach Tour d’Elegance che ha portato su strada oltre 150 auto storiche che dall’asfalto sono poi passate ai tappeti erbosi del Pebble Beach Tour d’Elegance presented by Rolex, uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’evento californiano.

Ovviamente la FIVA era impersonata nell’occasione dai suoi rappresentanti statunitensi, Donald Osborne e Mark Gessler, membri del team dei commissari tecnici impegnati nelle verifiche pre-tour delle auto partecipanti.
Fra le attività a latere, meno spettacolari delle sfilate ma probabilmente più importanti sotto il profilo istituzionale e per il futuro di questo settore, va ricordato il Pebble Beach Classic Car Forum, dello scorso 13 agosto 2026, dove si è registrato un dialogo costruttivo fra i principali operatori del settore dei veicoli storici che hanno discusso del quadro normativo che governa lo specifico settore, di sostenibilità ambientale (l’impatto del settore, considerati i numeri a livello mondiale e comunque lo scarso utilizzo del mezzo storico rispetto all’auto di tutti i giorni, è risibile) e dove è stata sottolineata la necessità sia di coinvolgere le giovani generazioni e sia il mondo istituzionale in modo da individuare e superare quegli aspetti critici che ancora oggi rallentano il mantenimento e lo sviluppo di questo particolare settore culturale della mobilità.
[ Giovanni Notaro ]




























































