Lo studio sulla sicurezza, dal Nord al Sud, analizzata anche nel genere grazie alla collaborazione tra CNR e OCTO
Negli ultimi anni il tema della sicurezza stradale è diventato centrale nel dibattito pubblico, ma continua spesso a poggiare su letture aggregate e retrospettive. La collaborazione tra CNR e OCTO nasce dall’esigenza di affiancare alla statistica tradizionale l’osservazione diretta dei comportamenti di guida reali, resa possibile dalla telematica. OCTO contribuisce con tecnologia, competenze e capacità di analisi su larga scala; il CNR assicura rigore scientifico, terzietà e solidità metodologica. Un modello di collaborazione pubblico-privato che punta a generare evidenze utili per istituzioni, amministrazioni locali, assicurazioni e decisori pubblici.
Ecco dunque una lettura dettagliata delle dinamiche temporali e territoriali del rischio, che aprono la strada a politiche di prevenzione, pianificazione urbana e modelli assicurativi sempre più basati sui dati.
Entriamo nel merito.
Sicurezza stradale, cosa rivelano davvero i dati di guida
CNR e OCTO hanno presentato il 10 marzo a Roma i dati del nuovo report, il 30% degli incidenti notturni avviene ad alta velocità; nel Nord e Centro gli incidenti a ≥40 km/h superano il 14%, differenze di genere marginali
Gli incidenti stradali non dipendono solo da quanto si guida, ma soprattutto da quando e come si guida. È quanto emerge dal nuovo Report sulla Sicurezza Stradale realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione «Alessandro Faedo» (CNR-ISTI) in collaborazione con OCTO, che analizza milioni di dati telematici di guida reale per comprendere meglio i fattori che influenzano il rischio sulle strade italiane.

Tra le evidenze più significative dello studio, la maggiore incidenza di incidenti ad alta velocità durante le ore notturne: circa il 30% degli incidenti analizzati di notte avviene a velocità pari o superiori a 40 km/h, una quota nettamente più elevata rispetto alle ore diurne.
Il report nasce con l’obiettivo di offrire una lettura più approfondita della sicurezza stradale, superando i limiti delle statistiche tradizionali basate esclusivamente sugli incidenti registrati e introducendo un approccio fondato sull’analisi dei comportamenti di guida reali, osservati attraverso la telematica.
Lo studio si fonda su una base informativa estremamente ampia, che garantisce robustezza statistica e affidabilità delle analisi. Il lavoro prende in esame oltre 2,17 milioni di eventi di crash e sollecitazioni legate alla dinamica dell’incidente, da cui sono stati selezionati circa 97.000 sinistri con possibile danno al veicolo per le analisi di dettaglio.

Il campione analizzato comprende inoltre 238 milioni di viaggi e percorsi, estratti da 1,93 miliardi di viaggi registrati da oltre 2,3 milioni di veicoli, permettendo di osservare il rischio stradale con un livello di granularità particolarmente elevato.
Questa disponibilità di dati consente di analizzare la sicurezza stradale non come semplice somma di eventi registrati, ma come fenomeno dinamico, influenzato da fattori temporali, territoriali e comportamentali.
Dal Nord al Sud, poche differenze
L’analisi mette in evidenza anche alcune differenze territoriali nei comportamenti di guida. Nelle regioni del Nord e del Centro gli incidenti ad alta velocità (≥40 km/h) superano complessivamente il 14%, mentre nel Sud si registrano valori mediamente inferiori.
Un altro risultato rilevante riguarda invece i fattori anagrafici: le differenze di genere nei comportamenti di guida risultano marginali, con uno scarto massimo osservato inferiore a 2,1 punti percentuali.

La Pubblica Amministrazione a caccia di numeri
Il report nasce infatti con una duplice finalità: da un lato rafforzare la capacità di analisi scientifica del fenomeno, dall’altro mettere a disposizione di decisori pubblici, amministrazioni locali, gestori di infrastrutture e operatori del settore strumenti informativi utili per orientare politiche di sicurezza più efficaci.
In questo senso, il lavoro rappresenta un esempio di collaborazione tra ricerca scientifica e innovazione tecnologica, in cui la capacità di raccolta e analisi dei dati su larga scala si combina con il rigore metodologico della ricerca per trasformare grandi volumi di informazioni in conoscenza utile per la collettività. L’obiettivo finale è contribuire allo sviluppo di politiche di prevenzione sempre più basate sui dati, in grado di ridurre il rischio di incidente e migliorare la sicurezza dei sistemi di mobilità.
[ Fausto Passi ]
◘ OCTO
Da oltre 20 anni sviluppiamo soluzioni integrate che ci consentono di essere sempre al fianco dei nostri clienti, supportandoli nel cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale.
Grazie a un approccio innovativo basato sull’Intelligenza Artificiale, abbiamo sviluppato algoritmi avanzati per crash detection, analisi del comportamento di guida, gestione dei sinistri e ottimizzazione dei consumi. Queste soluzioni ci permettono di rispondere alle esigenze di mercati chiave come quello assicurativo e della mobilità, con un focus su modularità e personalizzazione.
La nostra piattaforma scalabile per l’analisi dei dati permette ai gruppi assicurativi, alle case automobilistiche, alle compagnie di noleggio e alla Pubblica Amministrazione di aumentare la produttività e i livelli di sicurezza, migliorando l’utilizzo dei veicoli e l’esperienza degli utenti.
Una chiara strategia ESG, infine, guida la nostra proposizione sul mercato nell’ottica dello sviluppo di soluzioni sempre più orientate alla transizione energetica e a una urbanistica intelligente basata sui dati.
OCTO ha profilato ben 20 milioni di guidatori e detiene il più grande database globale di dati telematici, derivanti da 610 miliardi di km di guida e da oltre 13 milioni di sinistri validati.
◘ CNR
Curato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “Alessandro Faedo” (CNR-ISTI) e da OCTO.
In particolare, il contributo scientifico è stato curato dal KDD Lab (Knowledge Discovery and Data Mining Laboratory) dell’ISTI-CNR, specializzato nello sviluppo e nell’applicazione di metodologie avanzate di analisi dei dati per lo studio di fenomeni complessi.



































































