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Pneumatici: allarme sicurezza!

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Nel 2018 la Polizia ha effettuato, in tutta Italia, 749 controlli presso i gommisti. Ben il 22%, ovvero 166 officine, sono risultati fuori norma. 69 (il 9%) erano addirittura abusivi, ovvero non iscritti alla Camera di Commercio e, quindi, non titolati a esercitare l’attività. Dati allarmanti, benché rappresentino un’eccezione all’interno di una categoria sana, che però ricadono inevitabilmente sulla sicurezza stradale. Se ne è discusso a Roma, nel Convegno Assogomma svoltosi presso la Sede dell’ACI

La logica da cui muove qualsiasi attività di controllo, risponde all’esigenza di verificare la rispondenza di un’attività, di un prodotto o un servizio, a determinati requisiti. Tutti i controlli rivolti alla filiera degli pneumatici, hanno sempre il merito di sollevare il problema della sicurezza stradale: se infatti un gommista opera nella legalità, offre all’utenza sicurezza, rispetto ambientale e lavoro qualificato. Ma se mancano i requisiti di legalità, ovvero il rispetto dei parametri richiesti dalla legge per operare come gommista, si scade nell’abusivismo. E il destino delle attività abusive è, inevitabilmente, quello di far pesare sull’utente finale le conseguenze, spesso pesanti, dell’aver voluto risparmiare per un servizio delicato che richiede la massima professionalità. Alla radice di molti incidenti originati da una gomma improvvisamente esplosa, ci sono spesso errori di montaggio, o metodi di conservazione inappropriati.

Dilagano gli abusivi

Come ha sottolineato Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, nel corso del convegno svoltosi a Roma, presso la sede dell’ACI, ma organizzato da Assogomma «non basta produrre gomme nel rispetto di tutte le normative tecniche e giuridiche, aver acquistato le marche più note a garanzia di qualità del prodotto, aver scelto gomme omologate e adatte al proprio veicolo e al periodo stagionale: è necessario, in seguito, prestare la massima attenzione al corretto montaggio, e alla successiva manutenzione».

In quasi vent’anni di collaborazione tra le Associazioni di categoria, e la Polizia di Stato, le occasioni per far emergere irregolarità attraverso il controllo sono state innumerevoli. E proprio da questi controlli sono emerse criticità sul mercato, a cui poi è seguita una attività di rappresentanza per la loro soluzione.”È necessario intervenire con efficacia, per arginare un fenomeno che incide negativamente su tutto il sistema della circolazione” sottolinea Giovanni Busacca, Direttore del Servizio Polizia Stradale, “I pericoli che derivano da una condotta sconsiderata e illegale – come il montare pneumatici non omologati, o la pessima manutenzione degli stessi – impongono maggior attenzione e controlli sempre più serrati sui soggetti che operano in tutta la filiera. Mettersi alla guida con pneumatici lisci, danneggiati, non conformi a quanto previsto dalla normativa, espone i conducenti a un elevato rischio di incidenti stradali. La Polizia Stradale in questo è da sempre attiva attraverso un impegno a 360 gradi, che va dalla formazione dei nostri operatori, alla prevenzione, ai controlli e alla repressione”.

Le nuove forme di utilizzo dell’auto, ci salveranno

Renzo Servadei, Segretario Generale di Federpneus e Amministratore Delegato di Autopromotec, la biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, ricorda che “l’automobile è sempre più tecnologica, e questo vale anche per il sistema ruota. Le forme di noleggio che includono anche i servizi di assistenza sono il futuro prossimo della mobilità. La scelta di una gomma auto, già oggi complessa, sarà sempre più determinante in futuro con veicoli a propulsione elettrica oppure ibrida, oltre alle attuali motorizzazioni. In questo scenario ormai prossimo il gommista diventa una figura fondamentale: un vero e proprio professionista nella consulenza per la scelta e il montaggio dei pneumatici”. Da non sottovalutare poi il tema del collegamento del sistema ruote, con i vari apparati elettronici che presiedono l’assistenza alla guida. Già oggi è obbligatorio il controllo di pressione e in molti casi, per i nuovi modelli che hanno il livello 2 di assistenza, in caso di regolazione dell’assetto è necessario regolare anche i parametri dell’auto, per indicare al computer di bordo l’informativa corretta sul nuovo assetto.

Tutte le Associazioni intervenute chiedono che venga riformata e adattata alle nuove esigenze dell’evoluzione tecnologica la legge 122/92 che disciplina il sistema di autoriparazione. È necessario definire programmi di formazione omogenei sul territorio nazionale per il responsabile tecnico, che contengano le corrette procedure e un elenco di attrezzature minimali da mantenere tarate. Se una corretta manutenzione del veicolo è l’elemento essenziale della sicurezza di tutti noi, un ruolo essenziale lo assume la legalità: il gommista dovrà investire in formazione e informazione e attrezzature. Chi lavora in nero, evadendo IVA e contributo ambientale, chi lavora con apparecchiature non idonee, chi monta gomme usate di dubbia provenienza ed idoneità, può fare certamente quotazioni più basse ma la differenza di prezzo la pagano l’automobilista e la sicurezza in strada, nostra e degli altri. I controlli delle forze dell’ordine sono utili a far emergere il fenomeno che andrà fatto seguire da un’azione di emarginazione, da parte di tutti, nessuno escluso. Questo a beneficio della collettività.

Giuseppe Calì, portavoce nazionale di CNA per la sezione gommisti, ha fatto cenno verso “un contesto di diffuso «fai da te», e crisi del mercato che hanno conseguenze negative sulla sicurezza stradale e producono concorrenza sleale e danni ambientali”. CNA conferma insieme alle altre Associazioni di categoria come sia fondamentale la legalità, che passa da controlli e sanzioni ma anche attraverso la formazione del gommista e la professionalità, e soprattutto dalla riforma della legge 122/92. La richiesta della filiera tutta, è dunque quella di una seria riforma della legge 122/92 che istituisca un elenco di attrezzature minime per svolgere l’attività di gommista, il ripristino del registro esercenti attività di gommista, dichiarazione di conformità, regolamentazione in senso restrittivo delle riparazioni ambulanti e poi, controlli e sanzioni severe per chi fosse trovato fuorilegge.

È evidente come il gommista, questa figura nota, ma che rischia di essere penalizzata dall’abusivismo, può svolgere un ruolo determinante per il rispetto della normativa ambientale. Perché evitare uno scorretto smaltimento degli pneumatici a fine vita, richiede un fortissimo impegno e un’ancor più determinata coscienza ambientale. Questo è un valore che tutte le Associazioni della filiera si impegnano a perseguire invitando anche gli automobilisti ad una collaborazione controllando l’emissione di scontrini fiscali e di contributi ambientali.

Peraltro la corretta manutenzione è già di per sé un formidabile fattore di rispetto dell’ambiente: controllando semplicemente la pressione si risparmia carburante e si consuma meno il pneumatico. Lo stesso vale per gli altri elementi della manutenzione, vale a dire assetto, equilibratura, controllo dei danneggiamenti.

Angelo Sticchi Damiani, Presidente Automobile Club Italia ricorda che “Gli automobilisti italiani spendono ogni anno più di 8 miliardi di euro in pneumatici, ma troppo spesso non prestano costante attenzione alla loro corretta manutenzione, dimenticando il ruolo strategico degli pneumatici per la sicurezza stradale ma anche per l’economia di esercizio. Una gomma sgonfia o logoro allunga la frenata, diminuisce la stabilità del veicolo e compromette l’efficienza dei sistemi elettronici di bordo come ABS ed ESP, aumentando anche i consumi di carburante, per il quale spendiamo più di 35,5 miliardi di euro ogni anno. Il nostro continuo impegno formativo dei conducenti si rafforza oggi di un’azione sinergica di sensibilizzazione che coinvolge tutta la filiera degli pneumatici, che siamo ben lieti di presentare presso la sede di ACI”.

Il decalogo

Al termine dei lavori, Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, propone un decalogo per l’automobilista che lo aiuti a scegliere, montare e manutenere il pneumatico, l’unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo:

  1. Acquistare pneumatici omologati, adatti al periodo stagionale e possibilmente di marche note. Evitare l’acquisto di pneumatici usati e soprattutto di pneumatici riscolpiti per vettura, la cui vendita è vietata.
  2. Controllare sempre la rispondenza alla carta di circolazione verificando che i pneumatici montati abbiano le giuste dimensioni e prestazioni previste dal veicolo.
  3. Rivolgersi per la manutenzione a soggetti professionali specializzati (gommisti) che dispongano di insegne ben visibili, possibilmente verificando che siano iscritti in Camera di Commercio nella specifica categoria che identifica la professione di gommista.
  4. All’atto dell’acquisto verificare che sullo scontrino fiscale siano riportati separatamente l’importo riferito ai beni acquistati dalla prestazione di servizio (montaggio, equilibratura, ecc.). Verificare anche che sullo scontrino sia indicato, sempre separatamente, il contributo ambientale per ogni pneumatico da smaltire.
  5. Accertarsi, all’atto del ritiro della vettura dopo la manutenzione, che il sensore di pressione, se esistente, sia funzionante.
  6. Il montaggio «fai da te» è vietato per legge, ma al di là della prescrizione normativa è un’operazione sconveniente perché può tradursi in problemi per la sicurezza propria, dei trasportati e dei terzi.
  7. Per ripristinare la pressione di gonfiaggio (operazione che va eseguita possibilmente ogni mese e a freddo) rivolgersi sempre ad un gommista che è tenuto ad avere manometri tarati. L’operazione corretta ottimizzerà le prestazioni riducendo i consumi di carburante fino al 15%.
  8. Il rilascio dello scontrino fiscale all’atto dell’acquisto è fondamentale per far valere la garanzia legale. Al pari di ogni bene di consumo la garanzia legale è pari a 24 mesi dalla data di acquisto che deve essere fatta valere nei confronti del venditore, cioè il gommista. Chi non dispone dello scontrino non può vantare alcuna garanzia.
  9. Gli acquisti on line sono da assimilare a tutti gli effetti agli acquisti effettuati presso altri canali di acquisto. Anche per questi acquisti deve essere rilasciato uno scontrino, devono essere pagati IVA e contributo ambientale.
  10. Condizioni economiche eccessivamente convenienti sia in termini di prodotto, sia in termini di servizio, celano quasi sempre amare sorprese e generalmente corrispondono a prodotti e prestazioni di scarsa qualità con le relative conseguenze, non solo in termini di durata, ma anche e soprattutto sulla sicurezza stradale.

[ Alessandro Ferri ]