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WEC | 24 Ore di Le Mans: un agosto da incorniciare per il vittorioso Pier Guidi

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Il pilota ferrista si aggiudica con la sua 488 GTE prima la 24 Ore di Spa-Francorchamps e successivamente la 24 Ore di Le Mans 

C’è chi attende il mese di agosto per godersi un meritato riposo passando alcune giornate in vacanza nelle principali mete turistiche, e poi c’è Alessandro Pier Guidi. Il pilota di Tortona, in questa estate 2021, ha preferito allontanarsi dai luoghi comuni per vivere un mese in cui ha indossato i panni del pilota da battere. Purtroppo per gli avversari, però, l’impresa è risultata essere fuori dalla loro portata e così Pier Guidi ha potuto conquistare in questo stretto lasso di tempo la vittoria di due tra le 24 ore più importanti del panorama GT: la 24 Ore di Spa-Francorchamps e la 24 Ore di Le Mans.

È stato un mese fantastico per me”, spiega Pier Guidi, “con due successi in due gare di durata così stancanti, intense ed impegnative come quelle di Spa e Le Mans”. Se per la prima non sono mancati titoli e stupore, anche grazie alla sensazionale manovra con cui Pier Guidi si è garantito il successo, per la vittoria della gara di durata più antica e famosa al mondo il campione del mondo 2017 non mancano i paragoni con il trionfo del 2019, il primo per l’italiano a Le Mans. “Ripensando a quel successo, la sensazione che si prova è simile per quanto diversa. Anche se è vero che la prima vittoria è sempre speciale, devo ammettere che anche la seconda ti regala emozioni che riuscirò ad apprezzare appieno solo nei prossimi giorni. Una volta tagliato il traguardo ripensi a tutto il lavoro fatto prima e durante questa lunga settimana e capisci che la 24 Ore di Le Mans è la gara più bella del mondo”.

Se il ferrarista è normalmente abbastanza parco di sorrisi durante il weekend, quello esibito al termine della 24 Ore di Le Mans racconta meglio di molte parole la gioia e la soddisfazione per questo trionfo. E, sebbene proprio l’italiano abbia giocato un ruolo decisivo anche nel raggiungimento di questo traguardo, la condivisione con team e compagni per lui è prioritaria. “Abbiamo disputato tutti una gara superlativa, senza commettere errori e spingendoci al limite per tutto il corso delle 24 ore. Durante la gara ci siamo detti che le cose stavano procedendo nel migliore dei modi e che potevamo lottare per la vittoria ma non si sa mai cosa può succedere in una gara così lunga”.

Se dall’esterno la Ferrari 488 GTE numero 51 ha fatto sembrare questa gara «facile», dall’interno dell’abitacolo l’impressione era ben diversa. “Non è stato un successo facile, affatto. La Corvette aveva un gran passo in gara e noi abbiamo spinto dal primo all’ultimo giro. Le difficoltà sono state molte, all’inizio con James [Calado, ndr] alla guida e condizioni di visibilità e aderenza praticamente nulle, o durante lo stint di Côme [Ledogar, ndr] quando ha guidato con le slick sul bagnato, senza dimenticare la notte quando è successo praticamente di tutto e, realisticamente, è impossibile prevedere cosa possa esserci davanti a te nella curva successiva. Siamo stati molto bravi, ma anche fortunati, ad usufruire di una delle ultime «slow zone» per creare il gap sui nostri rivali. Il fatto di aver consumato meno gli pneumatici durante la notte ci ha consentito di poter contare su mescole più fresche durante le ultime fasi”.