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F1 | Gran Premio d’Austria: stesso circuito, sempre Verstappen. Dominio Red Bull

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L’ottavo appuntamento della massima formula vede nuovamente Verstappen mattatore e ancora una volta le Mercedes che inseguono. Bottas è secondo a più di 17″, mentre lo stratosferico Norris completa il podio. Perez e la FIA rovinano la gara a Leclerc e Norris 

Doppietta austriaca per l’olandese volante, sostenuto dai tantissimi tifosi olandesi in trasferta (sembrava di essere allo stadio) e sempre più perentorio nelle sue prestazioni assistito da una Red Bull Honda capace di mettere in ombra il team sino a poco tempo fa dominatore della Formula Uno ibrida come dimostrano il secondo ed il quarto posto di Bottas ed Hamilton (confermato in Mercedes sino al 2023), ma ancor di più i 17″ di distacco rifilati a Bottas e gli oltre 46″ a carico di Hamilton, né se la passa meglio Norris che si prende qualcosina più di 20″ (con 5″ di penalità…) ma lui è al volante di una McLaren che, benché maiuscola, non è (ancora?) né Red Bull né Mercedes.
Benino, se ci si vuole accontentare, la Ferrari, quinta con Sainz e ottava con Leclerc.

La gara

Lo spegnimento dei semafori vede una partenza piuttosto concitata con Esteban Ocon che in curva 3  fa da companatico a due monoposto e deve ritirarsi per la rottura della ruota provocando l’intervento della Safety Car.

La ripartenza è subito vivacizzata dal duello Norris-Perez con quest’ultimo che ha la peggio ed esce al quarto giro da solo in curva 4 per rientrare in decima posizione davanti a Leclerc che, in piena rimonta, aveva nel frattempo superato Russell ed il compagno di squadra Sainz. La FIA incredibilmente attribuisce la colpa a Norris e gli rifila 5 secondi di penalizzazione; il pilota della McLaren ha praticamente fatto da spettatore senza neppure sfiorare Perez che ha attaccato all’esterno e ha avuto la peggio.

Già al 13° giro iniziano i pit stop, inaugurati dall’Alpha Tauri di Tsunoda, imitato il giro successivo da Gasly mentre Hamilton, utilizzando il DRS, sorpassa Norris e sale in seconda posizione. I doppiaggi da parte di Verstappen iniziano già al 26° giro, seguito a distanza da Hamilton, Norris e Bottas e, più lontani, Ricciardo, Leclerc e Perez. Sempre al 26° ecco il pit stop di Gasly seguito a ruota da Ricciardo, al 27° giro rientra Norris che sconta l’assurda penalità di 5 secondi (un favore a Mercedes e uno alla Red Bull) e perde la posizione a favore di Bottas. Al 32° è la volta di Hamilton che rientra all’inseguimento di Verstappen immediatamente richiamato  per un velocissimo cambio gomme che lo fa rientrare in pista con 13″ di vantaggio sul Campione del Mondo della Mercedes.

Perez al luna park… colpisce due volte Leclerc

Perez dopo il suo pit stop risupera Leclerc mentre Sainz, con gomma bianca, è quinto seguito da Gasly incalzato da Ricciardo, Perez  Leclerc che al 41° giro cerca di superare all’esterno il messicano che, senza tanti complimenti, lo spedisce sulla sabbia beccandosi i suoi primi 5″ di penalità cui se ne aggiungeranno altrettanti al 47° giro nel corso del quale Leclerc riprova a superare (ndr. sempre all’esterno… e incredibilmente riesce a tenere a quella velocità dritta la sua monoposto) Perez in curva 6 con conseguente, ulteriore escursione «spintanea»… sulla sabbia!

Nel corso del 49° giro Sainz è ai box per il suo pit stop e rientra 9° dietro a Tsunoda che supera senza alcuna difficoltà per andare poi a riagguantare il suo compagno di squadra mentre la Mercedes congela le posizioni dei suoi due piloti con Bottas secondo ed Hamilton quarto.

Battute finali: Verstappen rientra al 61° giro monta 4 slick nuove, con cui prenderà anche il punto per il «giro più veloce», e torna in pista sempre in testa mentre più indietro Sainz, con gomme gialle, supera prima Leclerc (ordine dai box) e poi Ricciardo conquistando una buona quinta posizione (ma a 57″ dal battistrada pur se non doppiato) seguito da Perez, Ricciardo, Leclerc (a oltre 1 minuto), Gasly e Alonso.

Va sottolineata la prestazione di Norris che, al netto della penalità (ripetiamo indecente!), avrebbe probabilmente avuto la possibilità di precedere le Mercedes e questa sarebbe stata un ulteriore boccone amaro per il team tedesco visto che la McLaren è mossa dal propulsore della Stella mentre per correttezza va aggiunto che le difficoltà di Hamilton sono state in parte aggravate dai danni subiti nel posteriore della sua monoposto salendo pesantemente su un cordolo.

Proprio vero che una corsa termina solo dopo la bandiera a scacchi, un detto in questo caso confermato dal contatto fra Raikkonen e Vettel con il primo che – non essendosi accorto di essere stato affiancato dal tedesco – lo colpisce sulla ruota e poi lateralmente finendo nella sabbia.

Vengono quindi esposte le bandiere gialle segnalanti un pericolo in pista e il dopo gara vede per questo sotto indagine ben 8 piloti per il «mancato rallentamento in regime di doppie bandiere gialle»: Sainz, Perez, Ricciardo, Leclerc, Gasly, Giovinazzi, Latifi e Mazepin; la Direzione Gara punisce solo gli ultimi due con 30 secondi di penalità ciascuno, attribuiti sul tempo finale, con l’aggiunta di 3 punti di penalità sulle rispettive licenze! Di fatto la classifica finale della gara rimane immutata.

Le dichiarazioni

Carlos Sainz #55: Lasciamo l’Austria con grande fiducia nel lavoro che stiamo facendo. Abbiamo messo in atto una gara impeccabile grazie a una buona strategia, un’ottima gestione delle gomme e un gran lavoro di squadra. Siamo partiti con le Hard, che sapevamo ci avrebbero fatto faticare nei primi giri. Abbiamo perso qualche posizione all’inizio a causa della scarsa aderenza ma sapevamo che la nostra gara sarebbe cominciata più avanti. Il nostro obiettivo era di allungare quanto possibile il primo stint e siamo riusciti a mantenere un ritmo costante, senza degradare gli pneumatici. Siamo passati alle Medium molto tardi e da lì in poi abbiamo spinto all’impazzata fino alla bandiera a scacchi. Abbiamo recuperato velocemente sulle macchine davanti dopo aver passato Yuki (Tsunoda) e, grazie all’ottimo lavoro di squadra fatto con Charles e al buon sorpasso su Daniel (Ricciardo), siamo riusciti a chiudere a meno di 10 secondi da Checo (Perez), ottenendo così la quinta posizione. Abbiamo avuto due buone domeniche qui in Austria ma non siamo ancora dove vogliamo essere. Siamo molto ambiziosi e motivati, quindi continuiamo a spingere al massimo per migliorare nelle prossime gare.

Charles Leclerc #16: È stata una gara frustrante per me perché sapevo di poter ottenere qualcosa in più. Aver differenziato le strategie fra me e Carlos alla fine ha pagato in termini di risultato di squadra. Nelle fasi finali, con le Hard non riuscivo a passare Ricciardo e così ho lasciato a Carlos la chance di provarci, il che ha funzionato. Ogni volta che si apriva uno spiraglio ho provato ad infilarmi. Con Perez ci sono stati un paio di incontri ravvicinati: penso che anche Checo sappia di essere andato oltre il consentito e alla fine della gara ci siamo chiariti: sono cose che fanno parte del gioco. Quinto e ottavo non è un risultato per cui esaltarsi ma credo che oggi abbiamo fatto un buon lavoro. Stiamo lavorando duramente e ogni passo avanti che facciamo è importante. Dobbiamo continuare così e cercare di confermare il buon passo di gara mostrato qui anche nei prossimi Gran Premi.

Mattia Binotto Team Principal: Un risultato in linea con quello che è il nostro potenziale su questa pista. Il quinto posto era sulla carta il massimo cui potevamo aspirare – e Carlos lo ha ottenuto con un’ottima gara – mentre Charles avrebbe meritato sicuramente di più. Credo che le scelte che abbiamo fatto ieri si siano dimostrate corrette, alla luce dei fatti. Quello che mi preme sottolineare oggi è lo spirito che ha caratterizzato i nostri piloti: Charles non ha esitato a lasciare la posizione a Carlos, che aveva gomme più fresche e performanti: ciò ci ha consentito di massimizzare il risultato di squadra. È lo spirito giusto, quello che ci deve far continuare in questo percorso di crescita.

[ Giovanni Notaro ]

 

 

 

Ordine di arrivo

1 – Max Verstappen (Red Bull-Honda) – 71 giri

2 – Valtteri Bottas (Mercedes) – 17″973

3 – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 20″019

4 – Lewis Hamilton (Mercedes) – 46″452

5 – Carlos Sainz (Ferrari) – 57″144

6 – Sergio Perez (Red Bull-Honda) – 57″915 *

7 – Daniel Ricciardo (McLaren-Mercedes) – 1’00″395

8 – Charles Leclerc (Ferrari) – 1’01″195

9 – Pierre Gasly (Alpha Tauri-Honda) – 1’01″844

10 – Fernando Alonso (Alpine-Renault) – 1 giro

11 – George Russell (Williams-Mercedes) – 1 giro

12 – Yuki Tsunoda (Alpha Tauri-Honda) – 1 giro

13 – Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) – 1 giro **

14 – Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo-Ferrari) – 1 giro

15 – Nicholas Latifi (Williams-Mercedes) – 1 giro

16 – Kimi Raikkonen (Alfa Romeo-Ferrari) – 1 giro

17 – Sebastian Vettel (Aston Martin-Mercedes) – 1 giro

18 – Mick Schumacher (Haas-Ferrari) – 2 giri

19 – Nikita Mazepin (Haas-Ferrari) – 2 giri

* 10″ di penalità

** 5″ di penalità

Classifica campionato costruttori:

1. Red Bull-Honda 286; 2.Mercedes 242; 3.McLaren-Mercedes 141; 4.Ferrari 122; 5.Alpha Tauri-Honda 48; 6.Aston Martin-Mercedes 44; 7.Alpine-Renault 32; 8.Alfa Romeo-Ferrari 2