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Suzuki, le due ruote e lo sport

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Dal 1976 di Barry Sheen al 2020 di Joan Mir una striscia di caparbietà, ingegno e successi nelle classi più diverse

Il Campionato appena conquistato da Joan Mir ha fatto salire a sette i titoli iridati vinti dai piloti Suzuki nella classe regina ma questo del pilota spagnolo – che secondo il suo manager Chico Lorenzo, all’inizio nessuno voleva – è il primo successo della Factory di Hamamatsu da quando è stata istituita la categoria MotoGP con moto a quattro tempi.

I titoli precedentemente conquistati sono tutti relativi alla Classe 500 ed alle moto a due tempi partendo da quelli del 1976 e 1977 conquistati da Barry Sheene che, in sella alla sua RG500, letteralmente sbaragliò tutti i suoi avversari.

Altra doppietta sempre con la RG500 venne ottenuta nel 1981-1982 grazie agli italiani Marco Lucchinelli e Franco Uncini, mentre gli altri successi sono arrivati con RGV500 a opera degli americani Kevin Schwantz (1993) e Kenny Roberts Jr nel 2000.

Ai 7 titoli iridati conquistati nella classe regina occorre poi aggiungerne ben altri 9 ottenuti prevalentemente negli Anni ‘60 del secolo scorso, un periodo caratterizzato dal predominio delle moto di Hamamatsu tra le piccole cilindrate.

3 Campionati del Mondo della classe 50 furono vinti dalla Suzuki nel 1962, ‘63 e ‘65 il primo dal tedesco Ernst Degner e gli altri due dal neozelandese Hugh Anderson che peraltro trionfò in quel biennio anche nella classe 125.

Dal 1966 al 1968 fu invece un altro tedesco, Hans-Georg Anscheidt, a cogliere 3 allori iridati di nuovo nella Classe 50, mentre il connazionale Dieter Braun vinse il Mondiale 125 nel 1970.

Alla sequela di titoli appena citata occorre anche aggiungere il titolo mondiale nell’Endurance con il Team SERT, un titolo che dimostra come Suzuki sia in grado di coniugare efficacemente prestazioni e resistenza.

Oggi, grazie al settimo posto ottenuto a Valencia dal pilota maiorchino, il settimo titolo mondiale nella Classe regina è arrivato con una gara di anticipo, in una giornata resa storica dal quarto posto colto da Alex Rins, che nel prossimo Gran Premio del Portogallo cercherà di laurearsi vice-Campione del Mondo; quella di Portimao sarà una gara decisiva anche per le sorti del Campionato del Mondo Costruttori, la cui classifica vede Suzuki e Ducati dividersi il primo posto provvisorio a pari punti.

7: il numero magico della stagione 2020

Il settimo posto di Joan Mir nel Gran Premio della Comunità Valenciana ha fatto seguito ai ben sette podi che gli hanno fatto vincere il Campionato del Mondo MotoGP 2020 e che hanno permesso alla Suzuki di conquistare il suo settimo Titolo iridato: no comment!

Il forte pilota maiorchino ha ottenuto la certezza matematica del successo iridato con una gara di anticipo grazie al piazzamento che ha posto a ben 29 punti di distanza Franco Morbidelli che il prossimo 22 novembre dovrà combattere a Portimao con Alex Rins e la sua Suzuki per il titolo di vice-Campione del Mondo.

Grande merito della vittoria di Mir va sicuramente al Team ECSTAR, di Davide Brivio, una squadra che ha a sua volta trionfato nella speciale graduatoria riservata ai Team.

Brivio ed i suoi hanno saputo creare nel loro box un clima fattivo e disteso che ha alleggerito i momenti di pressione cui Mir e Rins sono stati indubbiamente sottoposti dal clima di gara, una circostanza che li ha aiutati a far emergere tutte le loro qualità pur in presenza dell’immancabile ma sana e rispettosa rivalità reciproca.

I tecnici Suzuki, dal canto loro – seguendo anche le preziose indicazioni del Test Team e del collaudatore Sylvain Guintoli – gara dopo gara hanno sviluppato e migliorato le prestazioni della GSX-RR che nell’arco dell’intera stagione si è dimostrata bilanciata e competitiva su ogni circuito, qualità che la Casa di Hamamatsu offre in ogni suo modello, non solo in quelli più competitivi e sportivi.

Il trionfo di Valencia ha reso storica l’annata 2020 per Suzuki, che ha quindi festeggiato nel modo migliore il 100° anniversario della fondazione, il 60° del debutto nel racing e i 35 anni di GSX-R. 

 

La dichiarazione del Presidente Toshihiro Suzuki:Vorrei congratularmi ed esprimere la mia riconoscenza al Team Suzuki Ecstar e Joan Mir per aver vinto il Campionato del Mondo MotoGP in una stagione così difficile e senza precedenti a causa della situazione della COVID-19 in questo 2020. Vorrei ringraziare anche Alex Rins, che ha portato avanti un campionato straordinario, ancora in lotta per il secondo posto. Proprio nell’anno in cui Suzuki festeggia il centesimo anniversario, abbiamo vinto il campionato più importante: il mondiale MotoGP. Per noi il business motociclistico è da sempre uno dei settori chiave con il quale i nostri predecessori hanno iniziato e che hanno portato avanti per molti anni con passione.

Vorrei ringraziare tutti i clienti, i fan e i concessionari che hanno sempre incoraggiato Suzuki, e tutti i fornitori e gli sponsor che ci hanno sostenuto. I membri del nostro Team, i piloti, e tutto lo staff che ha sostenuto questa attività dalla nostra sede in Giappone.

Sin dalla prima gara in cui siamo tornati in MotoGP, sono stato sempre molto orgoglioso del lavoro svolto dal Team che ha superato le difficoltà facendo progressi costanti e lavorando sodo anno dopo anno, fino a laurearci campioni del mondo“.

[ Giovanni Notaro ]