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Pneumatici: ancora non ci siamo

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Sconfortanti i risultati della campagna VACANZE SICURE, l’iniziativa periodica di Assogomma e Federpneus effettuata, con il Servizio Polizia Stradale, a ridosso delle partenze estive. I 10.500 controlli concentrati in 7 regioni-campione (Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Valle D’Aosta), hanno mostrato efficacia solo dove si erano svolti anche l’anno prima, dimostrando l’efficacia del modello basato sul binomio «carota e bastone»

Gli pneumatici costituiscono una parte fondamentale della sicurezza dell’auto, dato che rappresentano il prezioso elemento di contatto dell’autovettura con la strada. Dovrebbero quindi essere controllati, sostituiti quando occorre (e con prodotti di qualità adeguata) e costantemente manutenuti. Eppure quelli degli Italiani, in media, sono lisci per il 9% dei casi. E in alcune provincie si è addirittura superato il 20%. Un dato oltremodo preoccupante, emerso sulla base dei controlli effettuati dalla Polizia Stradale, a maggio e giugno di quest’anno, e sviluppato sul modello elaborato dal Politecnico di Torino, acquisito nell’ambito dell’iniziativa «Vacanze Sicure», che ogni anno prevede il monitoraggio dello «stato di salute» degli pneumatici su alcune Regioni italiane, allo scopo di prevenire incidenti causati da anomalie della gommatura e sensibilizzare i guidatori sul tema. Quest’anno oggetto dell’indagine sono state Toscana, Lazio, Puglia, Marche, Piemonte, Valle d’Aosta e Umbria. Scorrendo la tabella dei risultati, si nota un dato molto interessante, novità rispetto alle precedenti edizioni di «Vacanze Sicure» (iniziativa avviata 14 anni fa): in quelle regioni dove i controlli erano già stati effettuati lo scorso anno, lo stato generale delle gomme è sensibilmente migliore. Come a dire, dove si «sente» la presenza del controllore, i controllati sono spinti a essere più virtuosi rispetto agli altri: è il caso, per esempio, della Regione Lazio, dove rispetto al 16,14% degli automobilisti non in regola accertati nel 2018, quest’anno ci si è attestati su un meno preoccupante 10,33%, del tutto in linea con la media italiana dell’8,99%.
I dati, illustrati e commentati durante la conferenza stampa dal Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti e dal Dirigente della Prima Divisione del Servizio Polizia Stradale Santo Puccia, hanno così dimostrato, oltre all’efficacia del concetto basico della «carota e del bastone», soprattutto la validità del concetto fondamentale di sensibilizzazione verso l’utenza.
Altro importante elemento incontrovertibile, già emerso nelle precedenti edizioni, la correlazione diretta tra veicoli non conformi e la loro età di immatricolazione: le vetture più datate hanno infatti una percentuale di pneumatici lisci, danneggiati o non omogenei in misura molto superiore rispetto a quelle vetture che non hanno ancora effettuato la prima revisione perché con meno di 4 anni. Vale ricordare che la revisione è obbligatoria per tutte le vetture dopo i primi 4 anni di età, e deve essere successivamente effettuata ogni 2 anni.
I veicoli controllati con più di 10 anni di età hanno mostrato un complessivo livello di non conformità quasi doppio, rispetto ai veicoli con meno di 10 anni di età.
L’equipaggiamento non omogeneo – ovvero il montaggio di pneumatici di marche o modelli diversi sullo stesso asse, come pure l’impiego di 2 gomme estive generalmente sull’asse posteriore e due gomme invernali all’anteriore, sulla trazione – è stato pari al 4,5%. Va comunque sottolineato che il montare due gomme invernali sulla trazione, lasciando quelle estive sull’altro asse, non vi è uno specifico divieto. Tale assetto può tuttavia costituire un serio pericolo per la circolazione e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per questa ragione, lo ha fortemente sconsigliato non potendo modificare una disciplina stabilita a livello europeo.
Il 2,7% del campione fermato aveva, inoltre, pneumatici non conformi alla carta di circolazione, mentre il 3,3% è risultato con gomme non omologate e il 4,4% delle vetture indagate presentava poi pneumatici danneggiati visibilmente.

Con gli scarponi da sci in spiaggia

I controlli di quest’anno hanno messo in luce anche un altro fenomeno rilevante, come l’utilizzo nei mesi estivi di un equipaggiamento invernale. Il 36% delle vetture fermate era infatti equipaggiato con pneumatici invernali, di cui il 50% con sola marcatura M+S e il restante 50% marcato anche con il pittogramma alpino. Anche in questo caso non siamo di fronte a un divieto esplicito, e in quanto tale sanzionabile: è purtroppo vero che molti automobilisti equipaggiano le loro auto con pneumatici invernali con codici di velocità inferiori (cosa espressamente consentita solo nel periodo «freddo», ovvero dal 15 ottobre al 15 maggio). Il Ministero, poi, si è chiaramente espresso in proposito, consigliando l’utilizzo di pneumatici adatti al periodo stagionale e sconsigliando l’uso di pneumatici invernali nel periodo caldo. Non occorre essere dei tecnici per comprendere che equipaggiare la propria vettura per andare al mare con gomme invernali in estate sarebbe come andare in spiaggia con gli scarponi da montagna invece che con le infradito.

Sempre in situazione critica

Il Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti ha quindi lanciato l’allarme sullo stato degli pneumatici “Rispetto al 2011 le non conformità relative ai soli pneumatici dei veicoli controllati sono aumentate sensibilmente. Infatti, a fronte di un veicolo trovato non conforme nel 2011, oggi se ne trovano due e mezzo. Il parco auto invecchia ogni anno mentre la corretta manutenzione diminuisce, con il risultato che dai controlli emerge che 1 auto su 5 ha problemi alle gomme. È necessario continuare a diffondere la cultura del pneumatico e questo compete a noi Associazioni della filiera, ma occorre anche effettuare contemporaneamente controlli sulle strade e agevolare le spese di manutenzione dei veicoli, come pure intervenire per il rinnovamento del parco circolante”.
Sul tema, il Direttore del Servizio Polizia Stradale Giovanni Busacca, osserva che: “Grazie all’iniziativa Vacanze Sicure continuiamo a richiamare l’attenzione degli utenti sull’importanza di una attenta manutenzione del veicolo, pneumatici in primis, dal momento che viaggiare con pneumatici in perfetto stato di efficienza è una condizione fondamentale per sicurezza dei nostri spostamenti. Ogni aspetto che influisca sulla sicurezza stradale non va trascurato: guidare con pneumatici lisci, danneggiati, non conformi a quanto previsto dalla normativa, espone i conducenti ad un elevato rischio di incidente stradale e costituisce un gesto di irresponsabilità che si ripercuote negativamente su tutto il sistema della circolazione, di cui tutti siamo parte integrante. Il cedimento di un pneumatico o l’usura oltre il limite di legge del battistrada, infatti, possono causare incidenti stradali anche gravi. Il consiglio è quello di prestare sempre molta attenzione anche allo stato di salute degli pneumatici, soprattutto prima di intraprendere un lungo viaggio. Gli strumenti che la Polizia di Stato ha a disposizione per contrastare questa tendenza passano attraverso un impegno a 360 gradi nella prevenzione, nei controlli e nell’informazione, per promuovere un nuovo approccio culturale di legalità sulle strade”.

Sotto pressione

Un aspetto che non può essere indagato dalla Polizia Stradale, ma che è particolarmente importante durante i mesi estivi di gran caldo, è il controllo della pressione. Oltre il 50% degli automobilisti italiani viaggia con gomme sgonfie, alcune con pressioni a livelli pericolosi.
L’asfalto bollente combinato con automobili sovraccariche, e una mancanza di pressione possono mettere a rischio l’integrità delle gomme della nostra auto fino a farle scoppiare. Il ripristino della corretta pressione di gonfiaggio va eseguito a freddo da un Rivenditore Specialista, ovvero da un gommista, così da viaggiare in sicurezza ottimizzando i consumi di carburante: numerosi studi hanno dimostrato che chi viaggia con gomme sgonfie può consumare fino al 15% e oltre in più. I corretti valori di pressione sono stabiliti dal costruttore del veicolo e devono quindi ricercati sul libretto di uso e manutenzione dello stesso e devono essere scrupolosamente rispettati. Tutti i consigli per una corretta manutenzione e per conoscere il pneumatico sono scaricabili dal sito www.pneumaticisottocontrollo.it.

Parco circolante 2019, e campione indagato: le cifre

In Italia risultano immatricolati oltre 51 milioni di veicoli di cui 39 milioni sono vetture la cui età media è 11 anni e 8 mesi (fonte ACI). Il parco circolante del nostro Paese sta invecchiando significativamente: il 56% delle vetture ha oltre 10 anni di età, e il dato è in peggioramento dal 2014. Da considerare che il campione indagato quest’anno dalla Polizia Stradale è nettamente più giovane rispetto alla media del parco circolante nazionale in quanto è risultato essere di 7 anni e
11 mesi. Lo spaccato del campione evidenzia poi che il 40% delle vetture controllate avevano un’età fino a 4 anni, il 22% avevano un’età compresa tra i 4 e i 10 anni, mentre il 38% delle vetture controllate aveva oltre 10 anni di età. Le vetture controllate erano per il 39% con cilindrata inferiore a 1.400 cc, per il 51% con cilindrata superiore ai 1.400 cc e per il 10% erano SUV o fuoristrada.
I controlli sono stati effettuati su strade a una corsia (42,73%), autostrade (28,50%), strade a due corsie (25,19%) strade con più di 2 corsie (3,58%).
Gli automobilisti fermati erano per il 73% uomini e per il 27% donne di cui il 19% con età inferiore ai 30 anni, il 49% tra i 30 e i 50 e il 32% oltre i 50.
Le regioni indagate (Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Valle D’Aosta) hanno un parco vetture immatricolate di oltre 15 milioni di veicoli che rappresentano il 35% del circolante nazionale. Si caratterizzano per un volume di traffico importante sia dal punto di vista turistico sia commerciale. Le province indagate sono 37 e rappresentano un terzo del totale delle Province italiane.

I controlli effettuati nei mesi di maggio e giugno 2019

Sono stati 10.523 così suddivisi:
LAZIO 2.169
MARCHE 1.848
PIEMONTE 2.681
PUGLIA 1.615
TOSCANA 1.238
UMBRIA 729
VALLE D’AOSTA 243

[ Alessandro Ferri ]