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Brembo Superbike: ai raggi X il gran premio d’Inghilterra

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Analizziamo l’impegno dei sistemi frenanti Brembo utilizzati sul circuito di Donington Park dalle derivate di serie in questo ottavo appuntamento del Campionato WSBK 2019

Dal 5 al 7 luglio il Campionato del Mondo Superbike torna nel suo circuito Natale, Donington Park, per l’8° round stagionale. Il 3 aprile 1988 Donington Park è infatti stato teatro della prima gara della prima edizione del Campionato del Mondo Superbike. Situato sulle colline dei Leicestershire, Donington Park è una pista che alterna due sezioni molto diverse: il primo tratto è veloce e molto scorrevole, il secondo invece presenta tante frenate secche che lo fanno sembrare un circuito stop-and-go.

Un ulteriore problema è rappresentato su questo circuito dalle basse temperature che ostacolano l’entrata in temperatura dei freni: in entrambe le gare del 2015 la temperatura dell’asfalto era di soli 21 gradi centigradi e quella dell’aria di 14 e 15 malgrado non sia caduta la pioggia.

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con 15 piloti del Mondiale Superbike, Donington Park è un circuito altamente impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 5, identico alle piste di Imola e Buriram.

L’impegno dei freni durante il gran premio

Le 7 frenate per giro rappresentano il valore più basso del Campionato del Mondo Superbike, a pari merito con Phillip Island e Buriram.

La seconda parte della pista, ricca di frenate molto lunghe determina comunque un ricorso ai freni di ben 28 secondi al giro: a Buriram, Laguna Seca e in Australia si frena per meno tempo.

Pur essendo poche, le frenate sono molto faticose per i piloti e gli impianti Brembo: lo dimostra la media delle decelerazioni massime, pari a 1,14 g, inferiore solo al record detenuto dalla pista thailandese. Nonostante l’impiego dei dischi in acciaio, la decelerazione media delle Superbike a Donington supera il valore di 10 delle 19 piste della MotoGP che invece beneficiano dei dischi in carbonio.

Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore sfiora gli 8 quintali.

Le frenate più impegnative del GP

Delle 7 frenate di Donington Park 4 sono considerate altamente impegnative per i freni, mentre 2 sono di media difficoltà e una di scarsa difficoltà. La più impegnativa in assoluto è quella che rappresenta l’inizio della Fogarty Esses (curva 9) perché le Superbike vi arrivano a 273 km/h e scendono in pochi istanti a 99 km/h al termine di 209 metri di frenata. I piloti usano i freni per 4,3 secondi con un carico sulla leva di 5,1 kg e subiscono una decelerazione di 1,3 g. All’inizio delle Fogarty Esses la pressione del liquido Brembo nell’impianto frenante arriva a 11 bar.

I freni sono sottoposti ad un forte stress anche alla Redgate Corner (curva 1): le Superbike passano da 259 km/h a 88 km/h in 215 metri che percorrono in 4,8 secondi. La decelerazione è di 1,3 g e il carico sulla leva di 5,1 kg.

La maggiore perdita di velocità si registra però al Melbourne Hairpin (curva 11): la riduzione è di 174 km/h, complice l’ingresso nel tornante a soli 50 km/h. I piloti si attaccano ai freni per 4,9 secondi ma l’arrivo a «soli» 224 km/h impedisce di catalogarla come una delle tre curve più impegnative per l’impianto frenante.

Prestazioni degli impianti Brembo

I freni Brembo equipaggiavano la Bimota YB4EI di Davide Tardozzi che nel 1988 vinse la gara inaugurale del Mondiale Superbike. Con lui sul podio salì anche Marco Lucchinelli che poi vinse Gara2 con la Ducati 851, anch’essa dotata di freni Brembo.

Le moto con freni Brembo hanno monopolizzato il podio di tutte le ultime 8 gare del Mondiale Superbike corse a Donington Park. Tutte le ultime 12 gare disputate a Donington Park sono invece state vinte da moto Kawasaki dotate di freni Brembo.