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Superbike 2019: a Phillip Island perentorio trionfo della Ducati di Bautista

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Una superiorità schiacciante da parte della Casa di Borgo Panigale che crea malumori e qualche sospetto

La supremazia del binomio Ducati-Bautista (o viceversa: a questi livelli di eccellenza globale lasciamo al lettore scegliere l’ordine) sostenuto da validissime coperture Pirelli, si è concretizzata nella conquista al sabato di Gara1 e poi, domenica, della Superpole Race e di Gara2.

Il buongiorno si vede dal mattino

Il nuovo regolamento che prevede che la griglia di Gara2 sia parzialmente decisa dalla «Superpole Race» del mattino e così la prima Superpole Race della storia della SBK (10 giri scesi a Phillip Island a 8 causa incidente) si è giuocata fra Bautista e Rea con supremazia del primo che ha fatto sua la pole di Gara2.

Partenza vincente della Aruba.it Racing-Ducati Team di Bautista seguita dalle Kawasaki di Leon Haslam e Jonathan Rea che trascinavano il gruppo dei primi formato dalle Yamaha di Marco Melandri, Michael Van Der Mark e Alex Lowes con Rea che nel corso del 15° giro strappa il secondo posto al compagno di squadra Haslam mentre Melandri riduceva il distacco che lo separava dalle Kawasaki.

Proseguiva nel frattempo inarrestabile la marcia del 34enne pilota spagnolo che portava a più di 18” il vantaggio su Rea, per poi vincere in scioltezza Gara2 con un vantaggio finale di più di 12” proprio sul Campione mondiale mentre il compagno di squadra Chaz Davies, non è riuscito a trovare il corretto settaggio della sua Ducati pur migliorando in Gara2 dopo l’intervento del team sulla sua Panigale V4 R che Davies è riuscito a portare in settima posizione.

Bautista invece è ora a 62 punti e comanda la classifica con 13 punti di vantaggio sul rivale nord-irlandese.

Supremazia e malumori

Ovviamente la prova di forza della Ducati non è stata indolore per le squadre avversarie che, pur non sollevando dubbi sulla regolarità della V4R di Borgo Panigale, certamente hanno puntato il dito contro il regolamento tecnico che, a loro dire, privilegerebbe la Superbike italiana.

In realtà l’inghippo, se così lo si può chiamare, risiede proprio nel regolamento tecnico che ha nei fatti consentito alla Ducati di realizzare un propulsore da 2.000 giri/minuto in più degli altri ed il Team, nella persona dell’ing. Dall’Igna, ha ricordato – in occasione delle prove della MotoGP in Qatar – che gli attuali regolamenti tecnici stabiliscono che il regime massimo consentito è quello della moto di serie, incrementato del 3%.

Chiaro a questo punto che la Ducati, avendo messo a listino una moto-mostre sia dal punto di vista tecnico che sotto il profilo economico (il listino è a quota € 40.000 e più…), ha una base su cui lavorare superiore a quella delle moto della concorrenza con i risultati che si sono visti in pista.

D’altra parte le più tirate moto stradali a listino in Europa sono la Ducati Panigale, la S1000RR BMW e la CBR Fireblade Honda, prodotti ipersofisticati a tiratura e richiesta limitate, omologati per la circolazione su strada ma in realtà quasi ready-to-race a prezzi non proprio popolar. Nulla di che scandalizzarsi a nostro modesto avviso perché la posta in gioco è altissima come gli investimenti di Case e Sponsor.

Il mondo dell’automobilismo e quello del motociclismo sono stati e sono pieni di omologazioni che di stradale hanno ben poco: si pensi alle Ferrari 250 GTO e 250 Le Mans degli anni ’60 del secolo scorso o alle berlinette Abarth del medesimo periodo o ancora alle Alfa Giulia T.I. Super (la quadrifoglio per intenderci) e GTA per non parlare delle odierne Porsche GT3 nelle loro diverse declinazioni o, per restare sulle due ruote, basta ricordare le moto a tiratura limitata progettate in funzione del Campionato per moto derivate di serie come Aprilia RSV Mille SP, Ducati 996R, Honda RC, Yamaha R7.

Il progetto della Ducati e il regolamento

Nulla di nuovo sotto il sole ed ecco quindi come nasce il progetto Ducati V4 stradale che, presa a piene mani la tecnologia di moto GP, la addomestica e trasferisce su una limitata produzione di serie da preparare in chiave superbike; da qui la moto che ha spopolato a Phillip Island lasciando secchi tutti i suoi avversari; da una parte una cosa esaltante per i colori italiani, dall’altra preoccupante per le altre Case che correndo, rischiano di portare maggior prestigio a Panigale.

Il regolamento Superbike entrato in vigore quest’anno prevede che il numero massimo di giri ammissibile per ciascuna SPBK partecipante al campionato stesso sia quello della moto «di serie» aumentato del 3%; è chiaro – di conseguenza – che più il modello di serie gira alto, maggiore sarà il numero di giri di quello da corsa ed infatti se alla BMW S 1000RR ed alla Kawasaki ZX 10 RR sono stati concessi rispettivamente 14.900 e 14.600 giri/minuto, alla Ducati Panigale V4R il regolamento ne ha concessi ben 16.350 (rispettivi valori di partenza per le tre: 14.475, 14.300 e 16.000 giri/minuto).

Quindi, domanda pleonastica, quale Casa ha meglio interpretato un regolamento nato uguale per tutti?

Le dichiarazioni

Alvaro Bautista: “Prima di venire in Australia, non potevo aspettarmi un fine settimana come questo ... durante i due giorni di test ufficiali, abbiamo lavorato duramente e siamo arrivati al weekend di gara pronti per la battaglia … Durante la Tissot Superpole Race, Rea e io abbiamo lottato duramente, e mi sono davvero divertito, ma nel pomeriggio le condizioni della pista erano un po’ peggiori. Il mio passo era ancora buono, ma dopo la gara dei 10 giri mi aspettavo che Jonny rimanesse con me in Gara2. Ho spinto forte fin dall’inizio e il divario è aumentato e sono riuscito a vincere ancora. Voglio ringraziare la Ducati e tutti i ragazzi per il loro incredibile lavoro! È stato un fine settimana straordinario per noi” ed ancora “È stato un week end perfetto e non poteva cominciare meglio il mio esordio in SBK! Abbiamo raccolto il massimo bottino vincendo Gara1, Superpole race e Gara2. Se mi avessero detto prima che avrei vinto tre gare non ci avrei creduto ma abbiamo lavorato molto bene durante i test per preparare una moto fantastica. Nella Superpole Race mi sono divertito molto a lottare con Rea, sapevo che sarebbe stato molto competitivo e che avrebbe provato a mettermi sotto pressione. Il ritmo è stato incredibile, ho cercato di tenere alta la concentrazione e alla fine ho avuto la meglio. In Gara2 le condizioni erano molto difficili, era importante salvaguardare le gomme a causa dell’elevata temperatura dell’asfalto, quindi ho spinto nei primi giri per cercare di amministrare nel finale. Sono davvero molto contento dei risultati, oggi è un giorno che ricorderò per sempre! Non dobbiamo abbassare la guardia continuando a lavorare sodo, siamo solo all’inizio e mi aspetto un campionato di altissimo livello”.

Chaz Davies: Abbiamo fatto dei piccoli progressi in Gara2 e avevo più fiducia con la mia Panigale V4 R. Considerando il risultato di ieri e non avendo nulla da perdere, i ragazzi oggi hanno fatto delle modifiche importanti al set up permettendomi di migliorare leggermente il mio passo gara. Ovviamente sono un po’ deluso perché non ci aspettavamo questo risultato ma abbiamo raccolto tanti dati utili che ci permetteranno di prepararci al meglio per la prossima gara. Voglio fare i complimenti ad Alvaro, è stato impressionante e ha fatto un week-end straordinario”.

[ Giovanni Notaro ]

 

Gara2

1) Á. Bautista (Aruba.it Racing – Ducati / Ducati Panigale V4 R)
2) J. Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK / Kawasaki ZX-10RR)
3) L. Haslam (Kawasaki Racing Team WorldSBK / Kawasaki ZX-10RR)
4) M. Van Der Mark (Pata Yamaha Official WorldSBK Team / Yamaha YZF R1)
5) A. Lowes (Pata Yamaha WorldSBK Team / Yamaha YZF R1)
6) M. Melandri (GRT Yamaha WorldSBK / Yamaha YZF R1)
7) C. Davies (Aruba.it Racing – Ducati / Ducati Panigale V4 R)
8) S. Cortese (GRT Yamaha WorldSBK / Yamaha YZF R1)
9) E. Laverty (Team Goeleven / Ducati Panigale V4 R)
10) L. Camier (Moriwaki Althea Honda Team / Honda CBR1000RR)
11) L. Mercado (Orelac Racing VerdNatura / Kawasaki ZX-10RR)
12) M. Reiterberger (BMW Motorrad WorldSBK Team / BMW S1000 RR)
13) T. Sykes (BMW Motorrad WorldSBK Team / BMW S1000 RR)
14) J. Torres (Team Pedercini Racing / Kawasaki ZX-10RR)
15) R. Kiyonari (Moriwaki Althea Honda Team / Honda CBR1000RR)

 

[ Superbike 2019: classifica dopo Phillip Island ]

1) Á. Bautista (Aruba.it Racing – Ducati / Ducati Panigale V4 R)    62 punti
2) J. Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK / Kawasaki ZX-10RR) 49 punti
3) M. Melandri (GRT Yamaha WorldSBK / Yamaha YZF R1) 30 punti
4) A. Lowes (Pata Yamaha WorldSBK Team / Yamaha YZF R1) 30 punti
5) M. Van Der Mark (Pata Yamaha Official WorldSBK Team / Yamaha YZF R1) 29 punti
6) L. Haslam (Kawasaki Racing Team WorldSBK / Kawasaki ZX-10RR) 24 punti
7) S. Cortese (GRT Yamaha WorldSBK / Yamaha YZF R1)  19 punti
8) C. Davies (Aruba.it Racing – Ducati / Ducati Panigale V4 R) 15 punti
9) T. Sykes (BMW Motorrad WorldSBK Team / BMW S1000 RR) 12 punti
10) E. Laverty (Team Goeleven / Ducati Panigale V4 R) 12 punti
11) T. Razgatlioglu (Turkish Puccetti Racing / Kawasaki ZX-10RR) 10 punti
12) M. Rinaldi (Barni Racing Team / Ducati Panigale V4 R) 9 punti
13) L. Mercado (Orelac Racing VerdNatura / Kawasaki ZX-10RR) 7 punti
14) J. Torres (Team Pedercini Racing / Kawasaki ZX-10RR) 7 punti
15) M. Reiterberger (BMW Motorrad WorldSBK Team / BMW S1000 RR) 7 punti
16) L. Camier (Moriwaki Althea Honda Team / Honda CBR1000RR) 6 punti
17) R. Kiyonari (Moriwaki Althea Honda Team / Honda CBR1000RR) 1 punto