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Supremazia Toyota Gazoo Racing alla Dakar 2019

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La Casa delle 3 elissi sul gradino più alto del podio, per la prima volta nella categoria T1 con Nasser Al-Attiyah e per la sesta volta consecutiva nella categoria T2 veicoli di serie diesel, con la Land Cruiser VDJ200 di Christian Lavieille equipaggiata con il V8 biodiesel di 4,5 litri da 300 cavalli alimentato al 100% con olio vegetale. Le Hilux di Toyota Gazoo Racing South Africa in testa fin dal primo stage, per le Mini del team X-Raid solo il duro compito delle inseguitrici

Dopo quattro anni, Nasser Al-Attiyah ha portato per la terza volta in Qatar il trofeo per la vittoria alla 41a edizione della Dakar. Per l’edizione 2019 della più famosa e impegnativa gara offroad del mondo, tutto il percorso si è snodato in territorio peruviano, con partenza e arrivo nella capitale Lima. Un loop di circa 5.000 km, circa il 70% su sabbia, da completare in 10 stage.

Il Team X-Raid si è presentato in forze alla partenza, con 5 Mini JCW 4WD e 3 Mini JCW Buggy  a 2 ruote motrici. Di valenza mondiale anche i piloti, da Stéphane Peterhansel, a Carlos Sainz, Cyril Despres, Nani Roma, Yazeed Al-Rajhi e Boris Garafulic.

Alla vigilia della partenza, «mister Dakar» era fiducioso sul buon esito della corsa, mentre da parte sua il 2 volte Campione del Mondo rally (’90 e ’92) e 2 volte vincitore della Dakar (2010 e ’18) Carlos Sainz che puntava conquistare la sua terza Dakar, aveva espresso perplessità sull’affidabilità delle Mini a 2 ruote motrici, considerando i problemi tecnici riscontrati al recente Rally del Marocco (10/2018) che lo avevano retrocesso al 25° posto. ndr – «La vittoria in Marocco di Al-Attiyah con la Toyota Hilux Gazoo Racing era un campanello d’allarme».

«Affidabilità e strategia», le armi vincenti Toyota

Fin dalla prima tappa le Toyota Hilux del Team Gazoo Racing hanno fatto capire che quest’anno non c’è «trippa per gatti» e hanno fissato subito i paletti al 1° e 2° posto, rispettivamente con la #302 di Giniel De Villiers / Dirk Von Zitzewitz e la #309 di Bernhard ten Brinke / Xavier Panseri, staccando seppure di soli 42″ la Mini di Nani Roma giunto 3°. Solo 8°, ma pur sempre entro i primi 10, anche in considerazione che Peterhansel è al 13° posto a 14 minuti, la terza Toyota Hilux, la #301 di Nasser Al-Attiyah / Matthieu Baumel.

Con la seconda tappa di 553 km da Pisco a San Juan de Marcona, inizia la sabbia, tanta sabbia, con dune impegnative che causano ribaltamenti e insabbiamenti, ma Giniel De Villiers riesce a conservare la testa della Classifica.

Nella terza tappa ancora peggio, con il fesh-fesh che limita la visibilità e si insinua in ogni parte dell’abitacolo e del motore. In queste condizioni molto difficili la Toyota #302 di Giniel sbatte contro una roccia nascosta dalla sabbia, perdono 4 ore e mezza per ripararla e dopo 2 giorni in testa, Giniel precipita al 34° posto e consente a Nasser Al-Attiyah di balzare al comando, obbligando le Mini all’inseguimento, ma al traguardo di Arequipa le più vicine, quelle di Al-Rajhi e di Peterhansel sono a circa 7 minuti, quella di Nani Roma a 12 minuti.

La tappa 4 è la cosiddetta tappa «Marathon», 511 km da Arequipe a Moquegua, nella quale gli equipaggi non possono contare sul supporto tecnico del team, ogni riparazione sulla vettura deve essere eseguita in modo autonomo o con l’aiuto di un altro concorrente. Una condizione che impone una certa accortezza per evitare inconvenienti, pur senza dimenticare la classifica.  Una guida accorta e l’affidabilità della Toyota, premia ancora Al-Attiyah che consolida la sua posizione di leader staccando di quasi 9 minuti «Mister Dakar».

Nel punto più a sud del Perù la corsa è arrivata al capolinea e con la tappa 5 si ritorna verso nord, i Traguardi sono sempre nelle stesse località, ma considerando la vastità del territorio, il percorso è totalmente diverso. Al-Attiyah con l’Hilux #301 stacca sempre più gli inseguitori, con Peterhansel a 24 minuti e Nani Roma a 34 minuti.

In questo momento di metà gara è doveroso menzionare anche le Toyota Land Cruiser VDJ200 del team Auto Body nella categoria veicoli di serie che continuano a conservare meritatamente il 1° e 2° posto, rispettivamente con la #350 di Christian lavieille / Jean-Pierre Garcin e la #349 di Akira Miura / Lauren Lichtleuchter. Da segnalare che al 3° posto c’è la Toyota Overdrive #420 di Nicolas Falloux / Florian Gonzales, ma a ben oltre 11 ore.

Alla Dakar le sorprese non finiscono mai

Mancano poche tappe al traguardo finale di Lima, ma si sa, alla Dakar tutto può succedere fino all’ultima ora e la tappa 8 prima e la 9 dopo, hanno confermato questa regola. Le dune di sabbia continuano a fare una dura selezione tra i concorrenti, dei 100 partiti da Lima, ora ne sono rimasti 69. Nella tappa 8, Bernhard Ten Brinke e Xavier Panseri con la terza Hilux, la #309, hanno dovuto ritirarsi a causa di un danno irreparabile, mentre nella tappa 9 si è ritirato Peterhansel per problemi alla schiena del suo navigatore David Castera dopo un salto su una duna. Tappa fatale anche per Cyril Despres che nel tentativo di guadagnare almeno il gradino più basso del podio (era 5°), è incappato in un incidente con la sua Mini Buggy #308.

Una vittoria meritata

A questo punto per il leader della corsa Nasser Al-Attiyah si trattava solo di amministrare il vantaggio di 51 minuti sulla Mini 4WD di Nani Roma, senza rischi inutili, la sua Hilux #301 non manifestava problemi. Nel rispetto di questa strategia, ha tolto un po’ il piede dall’acceleratore e nella tappa 10 ha consentito di tagliare per primo il traguardo di Lima al combattivo Carlos Sainz che sebbene al 13° posto Assoluto e con 3 ore di ritardo, è riuscito a riportare a Lima la sua Mini Buggy #300. A 2 minuti da Sainz per il 3° posto di tappa sul Traguardo di Lima, anche l’altra Mini Buggy #308 di Cyril Despres che nella Classifica Assoluta ha mantenuto il 5° posto.

Interessante e molto meritevole il 2° posto a Lima per il 9 volte Campione del Mondo WRC Sébastien Loeb che ha fatto una corsa pressoché perfetta con la Peugeot 3008 DKR del team PH-Sport, sempre tra i primi 10, tanto che sul podio della Classifica Assoluta si è meritato il 3° gradino del podio accanto a Nani Roma 2° e al vincitore Nasser Al-Attiyah.

Grande soddisfazione a fine gara per i piloti TGRSA (Toyota Gazoo Racing South Africa), ma soprattutto per il Team Principal Glyn Hall che, per la gioia e l’emozione di questo risultato, si è limitato a dire: “Vincere la Dakar non è mai facile, molti ci provano e per noi questa è una vittoria che attendevamo da tanto tempo e sembra incredibile averla ottenuta“.

[ Paolo Pauletta ]