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Nissan Qashqai dCi 110: test del crossover giapponese

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Muscolosa e brillante, pratica e parca, è stata eletta da Euro NCAP la family-car compatta più sicura del 2014

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Ad otto anni dal lancio, avvenuto nel 2007, il crossover giapponese che sostituì la Almera, mantiene il primato del più venduto e, secondo alcune qualificate analisi, questa nuova versione (progettata e prodotta – al ritmo di una ogni 61 secondi – a Sunderland, Inghilterra) sembra destinata a bissare i record del primo modello (due milioni di unità vendute sino ad oggi, 200mila in Italia).

Il gruppo Renault-Nissan ha progettato una nuova piattaforma modulare CMF (Common Module Family) come base comune a ben 14 modelli: 3 Nissan (nuove Qashqai, X-Trail e Rogue) ed 11 Renault; va anche ricordato che questo crossover ha ottenuto il punteggio più elevato tra le family-car compatte nei test di sicurezza Euro NCAP 2014 nei quali ha primeggiato su tutti i suoi omologhi e che la UIGA (Unione Italiana Giornalisti Automotive) ha attribuito un premio per le «tecnologie più innovative» legate alla sicurezza della tecnologia Safety Shield.

Protagonista della nostra prova è stata la Acenta dCi 110 con NissanConnect e Safety Pack che di listino è offerta a 24.250 euro. Una versione intermedia ma più che ben accessoriata visto che offre, di serie, il «clima» bizona, il cruise control e tergicristalli e fari ad attivazione automatica; questo buon equipaggiamento di base può essere ulteriormente arricchito con il «Safety Pack» mentre il tetto apribile, le telecamere perimetrali, la trazione integrale e/o il cambio automatico, sono appannaggio del più costoso Tekna/360 e della 1.6 dCi da 130 cv.

Esterni

Più lunga (ora 4,37 m), slanciata (meno 2,5 cm in altezza) e muscolosa (+2,6 cm di larghezza), la nuova Nissan Qashqai ha acquistato in grinta grazie ai parafanghi bombati, all’accativante calandra a V (d’ora in poi comune a tutti i nuovi modelli della famiglia) ed ai suoi fari a Led allungati.

Questa nuova generazione, pur essendo più grande della precedente, appare comunque proporzionata e filante. Si percepisce chiaramente l’attenzione posta nell’assemblaggio dei pannelli, degli elementi plastici e degli elementi mobili, le cui fughe sono sempre costanti. È sparita la ruota di scorta che, sostituita dal kit di riparazione, non compare neppure tra gli optional ma è disponibile tra gli accessori post-vendita.

Altra caratteristica visibile è la cura posta nell’aerodinamica dell’auto che, con un Cx di appena 0,32, si avvicina alle capacità di penetrazione di una berlina piuttosto che di un SUV e questo è dovuto all’approfondito studio della fluidodinamica in fase di progetto e definizione; dicono qualcosa al riguardo lo spoiler posteriore con alette, l’originale pianale piatto e l’Active Grille Shutter, un sistema intelligente (di serie su tutti i modelli diesel con cambio manuale) che blocca il flusso d’aria attraverso il radiatore quando non serve. Il dispositivo si chiude in automatico quando la Qashqai viaggia a più di 30 km/h e si apre solo quando i sensori segnalano la necessità di raffreddare il motore. Risultato: meno consumi ed emissioni, maggiore stabilità a velocità sostenute.

Interni

Non appena si sale a bordo, l’abitacolo appare subito più spazioso (nonostante la riduzione in altezza, lo spazio per la testa è aumentato di 15 mm per tutti gli occupanti…) e meglio rifinito: come all’esterno anche all’interno i pannelli appaiono accuratamente assemblati esattamente come le guarnizioni che contribuiscono non poco al comfort acustico complessivo.

Migliorata la qualità dei rivestimenti, la plancia trapezoidale ospita un quadro strumenti, ben leggibile e classico che a noi, proprio per questo, non dispiace; per il resto appare completamente rinnovata nella consolle con il suo nuovo ed evidente «NissanConnect» touch screen da 7˝, e nel pacchetto «climatizzazione» con nuovo display e nuove bocchette di ventilazione ora orizzontali, larghe ed assottigliate invece che tonde.

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Alcuni potranno lamentare l’assenza del marchio Bose sull’impianto stereo, che comunque funziona egregiamente ed è tecnologicamente al passo coi tempi, grazie alla radio digitale (DAB) e all’integrazione con gli smartphone. Sul nuovo tunnel rialzato manca ora la leva del freno a mano che ha ceduto il posto ad un grande bracciolo che copre il comodo vano portaoggetti sottostante, mentre l’abitabilità è migliorata sia davanti che dietro con piena soddisfazione dei passeggeri che potranno affrontare in tutto relax anche lunghe trasferte. Per contro, i suddetti passeggeri non hanno a disposizione le bocchette del climatizzatore né una regolazione dell’inclinazione degli schienali ed anche il fatto che il divano non sia scorrevole rappresenta un’occasione guadagnata in termini di costi industriali ma persa in termini di flessibilità di abitacolo e vano bagagli, che comunque passa da 382 a ben 430 litri che diventano 1.533 abbattendo i sedili posteriori.

Anche se nel complesso i materiali superano tranquillamente l’esame, occorre comunque dire che la loro qualità non è uniforme: alcune plastiche sono solide, di buona qualità e ben assemblate, altre invece sono di livello inferiore; le grandi superfici nere sono sin troppo soggette ai piccoli graffi da contatto accidentale e farebbero la gioia delle polizie scientifiche di tutto il mondo vista la loro propensione a raccogliere fedelmente le impronte digitali di grandi e piccini.

Tornando infine ai dispositivi elettronici, irrinunciabile è a nostro avviso il Safety Pack (fornito come optional a 650 euro) che comprende il dispositivo di frenata d’emergenza, il rilevatore della segnaletica stradale, l’avviso di cambio corsia involontario e la commutazione automatica degli abbaglianti. 

Sicurezza

Nei test sugli impatti frontali, è stata rilevata un’efficace protezione di ginocchia e femori degli occupanti dei sedili anteriori. In particolare il manichino del pilota ha conseguito il punteggio massimo e stesso risultato è stato ottenuto anche nei test di impatto laterale.

Chi «tiene famiglia» sarà lieto di sapere che questo nuovo Qashqai ha fatto segnare il massimo del punteggio anche in tema di protezione di bimbi (ovviamente rappresentati da manichini) di 18 mesi, mentre i risultati non calano neppure nel test sulla protezione delle gambe dei pedoni grazie alla particolare conformazione del paraurti anteriore.

Al di là degli aspetti meramente passivi in tema di sicurezza, va dato risalto all’innovativo pacchetto Nissan Safety Shield, nel quale le tecnologie Safety Shield del nuovo Qashqai integrano i sistemi Forward Emergency Braking (frenata di emergenza automatica), Driver Attention Alert, Lane Departure Warning (avviso di cambio corsia involontario), High Beam Assist (commutazione automatica degli abbaglianti) e Traffic Sign Recognition (sistema di rilevamento della segnaletica stradale). A questi si sono aggiunte le funzioni Blind Spot Warning (sistema di copertura degli angoli ciechi) e Moving Object Detection (allerta oggetti in movimento) che sfruttano le telecamere del sistema Around View Monitor (monitoraggio zona circostante) di Nissan.

Inoltre, il sistema di controllo del telaio (presente su tutte le versioni, sia a due che a quattro ruote motrici), gestisce la dinamica del veicolo grazie al Body Motion Control, che analizza le condizioni stradali, rileva eventuali irregolarità che potrebbero causare beccheggio e compensa intervenendo sui freni, all’Active Engine Brake, che gestisce la potenza e controlla la trasmissione Xtronic calibrando l’azione del freno motore in curva o in fase di decelerazione prima dell’arresto, ed infine all’Active Trace Control, che monitora il comportamento e la traiettoria dell’auto e, come i differenziali a slittamento limitato, applica parzialmente il freno per potenziare la trazione e arginare il sottosterzo.

Da menzionare infine il nuovo sistema HSA (Hill Start Assistance = sistema di assistenza alla partenza in salita) che, interagendo con l’ESP, blocca le quattro ruote, mantiene l’auto ferma per 2-3 secondi sul pendio e rilascia il freno non appena le ruote iniziano a muoversi. 

Meccanica della versione provata

Radicalmente riprogettata ed alleggerita, l’unità dCi da 1,5 litri e 110 cavalli di sesta generazione è dotata del sistema automatico Start/Stop di Nissan (con una tecnologia di gestione intelligente che riavvia il veicolo entro 0,5 secondi dall’innesto della frizione) ed eroga 20 Nm extra di coppia guadagnando quindi in fluidità di funzionamento; abbattuti anche le vibrazioni ed i rumori nell’abitacolo grazie alla rimozione dell’ancoraggio della barra di torsione superiore.

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Tutto questo ha permesso di ottenere, in termini di consumi, un miglioramento del 36% rispetto al predecessore: solo 3,8 l/100 km nel ciclo europeo combinato con un’emissione di CO2 di soli 99 g/km e questo ha permesso di diminuire la capacità del serbatoio del carburante in 55 litri (dai 65 precedenti).

Lo schema delle sospensioni è di tipo McPherson all’avantreno mentre il retrotreno è a ruote interconnesse sui modelli a due ruote motrici e multilink sui modelli ALL-MODE 4×4-i. Questa seconda generazione è dotata di ammortizzatori a doppio pistone il cui sistema a due canali prevede un canale tradizionale, responsabile delle sollecitazioni a bassa frequenza dei fondi stradali irregolari, e uno supplementare che assorbe invece le sollecitazioni ad alta frequenza dei fondi uniformi.

Presente su tutta la gamma il nuovo servosterzo elettrico (tecnologia EPAS) basato su una nuova logica di controllo che ha potenziato la risposta in entrata e l’assistenza a metà curva; la sua azione è stata integrata ed ottimizzata allungando l’avancorsa delle sospensioni anteriori e conferendo così alle ruote una maggiore agilità di manovra ed al conducente un maggior controllo sul volante.

Su strada

La prima cosa che ci ha positivamente colpiti è stata la posizione di guida, sempre dominante nonostante i 2,5 cm in meno d’altezza e quindi la posizione alta, la seduta comoda, il volante a tre razze piuttosto inclinato e la pedaliera ben gestibile creano immediatamente il giusto feeling con il mezzo.

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Lo sterzo è più morbido che sportivo, ottimo quindi per la città, senza per questo diventare troppo inconsistente o poco diretto in autostrada; è comunque piuttosto preciso e, questa è una cosa buona, piuttosto progressivo; diciamo che si sposa perfettamente con le caratteristiche complessive dell’auto tanto da poter essere quasi sempre utilizzato in modalità «Normal», quasi dimenticandosi di quella «Sport».

Buone anche le sospensioni che, benché non morbidissime, solo raramente diventano secche sullo sconnesso, e questo anche grazie all’azione del sistema antibeccheggio ARC (Active Ride Control) che agendo sui freni, compensa i movimenti verticali del corpo vettura.

Buona la tenuta di strada con un rollio contenuto e una stabilità costante anche sullo sconnesso dove i movimenti laterali rimangono progressivi e non incidono né sulla tenuta e neppure sul comfort interno. Grazie all’ottima insonorizzazione non si viene mai disturbati dai fruscii aerodinamici né tantomeno dai rumori derivanti dal rotolamento degli pneumatici anche se questo molto dipende dal tipo di copertura montata.

Molto buona la frenata, modulabile e pronta anche in condizioni limite dove peraltro interviene la «frenata di emergenza automatica» il cui sistema si attiva in caso di diminuzione della distanza di sicurezza dal veicolo che precede dapprima emettendo un segnale sonoro per poi azionare autonomamente i freni per prevenire una possibile collisione.

Nella guida ad andature più sostenute e nei trasferimenti autostradali Qashqai mostra un ottimo livello di insonorizzazione e una tenuta di strada altrettanto buona, con un rollio contenuto e una stabilità costante.

E veniamo al motore che, complice la (relativa) leggerezza del corpo vettura, mostra personalità sin dai bassi regimi e buona progressione anche nelle marce alte; solamente nelle accelerazioni «violente» con marce basse emerge una certa ruvidità.

Comunque, grazie alla buona coppia e all’altrettanto buona rapportatura del cambio, anche in città si viaggia con marce alte mentre fuori, sia sulle provinciali che in autostrada, si procede in 5° e 6° senza particolari problemi pur dovendo sottolineare una certa pigrizia del motore quando si vuole riprendere da 70 km/h in sesta.

[ Giovanni Notaro ]