Protagoniste di questa edizione sono le auto sportive degli anni ‘60, ma anche le Jaguar per il 91° anniversario dalla fondazione del marchio e alcune tra le vetture che hanno contribuito a creare il mito dei rally africani e tanto altro ancora
Fin dalla prima edizione nel 1983, Automotoretrò di Parma è tra gli eventi di riferimento per il motorismo storico, punto d’incontro per club, musei, scuderie, restauratori, artigiani e naturalmente per i tanti appassionati di collezionismo automobilistico. “Il motorismo storico è un patrimonio industriale e culturale, e Parma vuole essere uno dei luoghi dove questo patrimonio si incontra, si racconta e continua a generare valore”, queste le parole espresse del A.D. di Fiere di Parma Antonio Cellie.
«Le Sportive degli anni ‘60 e non solo»
Per meglio apprezzare le tante vetture esposte, nei padiglioni della Fiera di Parma sono state create alcune aree tematiche che indirizzano i visitatori. Nello spazio dedicato a quelle degli anni ‘60 e ‘70, molto interesse nell’ammirare le linee della mitica Lamborghini Miura o della rara Ferrari F40 o anche dalla Ford Mustang Mach 1 del 1971 color Grabber Green equipaggiata con il poderoso V8 429 Ram Air.
In occasione del 91° Anniversario dalla fondazione del Marchio, accanto ad alcuni modelli di attuale produzione, la Scuderia Jaguar Storiche ha scelto Automotoretrò per esporre alcuni iconici modelli storici, tra i quali una affascinante XK120 Roadster degli anni ‘50 e una XK150 Coupé, ma soprattutto una splendida E-Type Roadster rossa degli anni ‘60, oggetto del desiderio di una intera generazione.
«Mal d’Africa»

Nell’area dedicata ai mitici rally africani si potevano vedere alcune tra le protagoniste, tra le quali il prototipo Mitsubishi Pajero MPR 51 con carrozzeria in carbonio/kevlar e motore 4 cilindri turbo da 2.416 cc e 300 cavalli (forse più), prodotto da Rallyart per il Rally Dakar del 1996 in soli 3 esemplari, uno dei quali ha conquistato il 3° posto con il team Jean-Pierre Fontenay / Bruno Musmarra (1° e 2° Citroën ZX).

Questo esposto è quell’esemplare, l’unico rimasto, attualmente di proprietà di Stefano Calzi che, insieme a Umberto Fiori, ha partecipato alle recenti Dakar Classic. Considerando il valore non solo storico della vettura, dopo l’edizione del 2022 Calzi aveva detto che non l’avrebbe più usata per correre, ma nel 2024 ha ceduto alla passione e in tutta sicurezza è giunto al traguardo al 27° posto.

Oltre a questa rarità un’altra rarità, una Porsche 911/964 del 1989 in configurazione Dakar, replica della 953 prodotta in soli 3 esemplari che, nel 1984, ha vinto la Dakar con René Metge e Dominique Lemoyne. Da quel modello nacque poi nel 1985 la 959.

Accanto a queste due «big» un’altra vettura che, pur nella sua semplicità ed economicità, è stata un simbolo nel panorama automobilistico europeo e che fin dalle sue origini ha dimostrato la sua versatilità: la Renault 4. Questa è una replica della vettura con la quale i fratelli Claude e Bernard Marreau parteciparono e conclusero al 5° posto assoluto la prima edizione della Paris-Dakar nel 1979.
Da parte della Scuderia Omega a.s.d anteprima ufficiale del Panda Raid 2026, un evento che riporta in Africa le iconiche 4×4 Fiat. Una gara amatoriale di circa 2.000 km in 6 tappe nel deserto del Marocco. Partenza il prossimo mese di aprile.
«I Talk»
Automotoretrò è stato anche occasione di incontro e tra i momenti più iconici quello con Giampaolo Dallara e Tonino Lamborghini (figlio di Ferruccio Lamborghini) intervistati dal giornalista Pierluigi Bonora. Per i più giovani è doveroso ricordare che Dallara e Lamborghini hanno materializzato il genio italiano della meccanica, realizzando alcune tra le vetture più belle e importanti nel vasto panorama delle auto sportive italiane, oggi chiamate supercar.
Tra queste la Miura. Presentata al Salone di Ginevra nel 1966, lasciò tutti senza fiato e costrinse Enzo Ferrari ad adeguarsi, ma solo 7 anni dopo (nel 1973) uscì la 365 GT4 BB, la prima Ferrari con motore centrale. Il telaio e motore della Miura (per la prima volta trasversale in posizione centrale) vennero sviluppati da Giampaolo Dallara, Giotto Bizzarini (ⴕ 2023) e Paolo Stanzani (ⴕ 2017), carrozzeria disegnata da Marcello Gandini (2024), per la carrozzeria Bertone. Fino al 1973, nelle varie versioni e aggiornamenti, la Miura venne prodotta in 763 esemplari.
[ Paolo Pauletta ]














































































