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Peugeot Rifter, tuttofare con eleganza

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È l’evoluzione up-grade del Partner Tepee, dal quale si differenzia per il nuovo pianale, per le possibilità di avere anche la versione lunga (+35 cm), nuovi motori, sia benzina che a gasolio tutti Euro6.2, e nuovi allestimenti, compresa la versione GT Line con dotazioni top di gamma. Prezzi da 21.500 per la «Corta» da 75 cv a 29.000 per la «Lunga» da 130 cv. Consegne da metà settembre

Peugeot ha voluto chiamarlo Rifter, in inglese (Rift) significa «spaccatura», generalmente si riferisce ad una particolare conformazione geologica, ma in questo caso ha un doppio significato, quello di differenziarlo, staccarlo, dal cugino Partner Tepee e quello di evidenziare la sua predisposizione ad affrontare anche avventurose strade sterrate, grazie al sistema Advanced Grip control e alla sua altezza da terra (180 mm).

Da segnalare che il Rifter è disponibile negli allestimenti Active, Allure e GT Line, sia nella versione Corta che Lunga, con passo e lunghezza maggiore per offrire più spazio per i bagagli nell’allestimento a 7 posti.

Aspetto

Sviluppato sulla piattaforma EMP2, la stessa del SUV 3008, il Rifter esprime con i tanti particolari del suo design, l’appartenenza alla categoria di vetture Peugeot. In effetti, il Rifter non è un veicolo commerciale, ma un inedito modello del segmento «C» rivolto a coloro che, dopo averlo usato quotidianamente in città, necessitano per il loro tempo libero di un veicolo con tanto spazio a disposizione e con la possibilità di trasportare fino a 7 passeggeri con un comfort paragonabile a quello di un’autovettura. Top di gamma è l’allestimento «GT Line» che propone specifici dettagli che esaltano la dinamicità del modello, come i cerchi in lega Aoraki diamantati da 17″, il profilo della griglia anteriore, le calotte dei retrovisori esterni e le barre del tetto in colore Nero Onyx anziché Silver.

Il Rifter è disponibile sia nella versione Corta da 4.403 mm con passo da 2.785 mm, che in quella Lunga da 4.753 mm con passo da 2.975 mm e nonostante i 35 cm di differenza, in ambedue le versioni la linea risulta essere equilibrata e proporzionata.

 

Il cofano motore, corto e alto con il «Leone» al centro della griglia, evidenzia la robustezza del veicolo, mentre la maggiore altezza da terra (+35 mm), abbinata agli pneumatici M+S di grande dimensione, alle protezioni sottoscocca e gli sbalzi corti, disponibili nel pacchetto Advanced Grip Control (optional 980 euro per Active e Allure, 610 euro per GT Line), indicano la sua predisposizione all’avventura.

Interni

Le rifiniture interne all’abitacolo cambiano a seconda dell’allestimento prescelto e degli optional richiesti, però ogni Rifter è equipaggiato con il Peugeot i-Cockpit®, l’innovativa strumentazione visualizzabile sopra il volante appiattito sia sopra che sotto e dal Touch Screen capacitivo da 8″ posizionato al centro della plancia. Nella GT Line anche il volante in pelle, sedile conducente Comfort con regolazione lombare e rivestimenti in tessuto Casual.

Se la posizione rialzata dei sedili anteriori, tipo SUV, consente una migliore visibilità per un elevato piacere di guida e sicurezza, è la modularità della parte posteriore il punto di forza del Rifter.

L’apertura scorrevole delle porte posteriori non è una novità, però nel Rifter è stata migliorata con un’apertura maggiore e guide più strette che non vanno ad interferire con le spalle dei passeggeri laterali. I sedili sono 3, individuali e ribaltabili a scomparsa nel pavimento per ottenere un piano di carico di poco inferiore ai 2 metri nella versione Lunga.

Con un’apertura del portellone di circa 1 metro e 20 x 85 centimetri di altezza, in pratica si riesce ad inserire 2 Euro pallet e caricare un peso fino a 750 kg, ma il Rifter non è un veicolo da lavoro, perciò quel volume che arriva a 4.000 litri nella versione Lunga può essere utilizzato per i più svariati equipaggiamenti per il tempo libero.

Se poi si ha una famiglia numerosa, il Rifter, sia nella versione Corta che Lunga, può essere equipaggiato con altri 2 sedili per la terza fila (600 euro), ripiegabili, ma non a scomparsa. In questo caso però bisogna rinunciare al tetto panoramico Zenith (800 euro), ma non al lunotto apribile (250 euro) molto pratico per accedere al bagagliaio senza dover aprire il portellone o caricare oggetti lunghi. La ruota di scorta (180 euro) si trova esternamente, sotto il pianale posteriore.

Motori

Il Rifter, viene proposto con un motore a benzina 3 cilindri PureTech Turbo da 1,2 litri con filtro antiparticolato GPF, declinato nella potenza di 110 cavalli con cambio manuale a 5 rapporti, oppure 130 cavalli con cambio automatico a 8 rapporti EAT8.

In alternativa si può scegliere l’efficiente Diesel BlueHDi da 1,5 litri disponibile in 3 livelli di potenza: 75 e 100 cavalli con cambio manuale a 5 rapporti, oppure 130 cavalli con cambio manuale a 6 rapporti o automatico a 8 rapporti EAT8.

Tutte queste nuove motorizzazioni sono rispondenti alla normativa Euro6.2 e già predisposte per le omologazioni WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure) che entreranno in vigore da ottobre prossimo (10/2018).

Tecnologia e Sicurezza

Essendo sviluppato sul pianale EMP2 che PSA Groupe utilizza per molti dei suoi modelli, il Rifter è dotato delle più recenti innovazioni tecnologiche rivolte al comfort di marcia e sicurezza alla guida, alcuni dei quali sono inediti per questo segmento di veicoli.

Tra questi va ricordato l’Adaptive Cruise Control che mantiene la velocità programmata e la distanza dal veicolo che precede, fino all’arresto della vettura se c’è il cambio automatico; lo Speed Limit Detection che riconosce i cartelli stradali e li segnala sul quadro strumenti; l’Active Lane Departure Warning che segnala l’involontario superamento della linea che delimita la carreggiata; l’Active Safety Brake che intervene in caso di rischio collisione e l’Active Blind Cornewr Assist che rileva eventuali ostacoli nell’angolo morto. Molto utile nel caso venga agganciato un rimorchio, il TSA (Trailer Stability Assist), sistema che stabilizza l’eventuale sbandamento del rimorchio interagendo con il Controllo della Stabilità che agisce sui freni.

Chiamato genericamente impianto di infotainment, nel Rifter si avvale di un schermo tattile da 8″ posizionato al centro della plancia con 2 prese USB, una presa jack, connessione Bluetooth e sistema per la ricarica a induzione dello smartphone. A richiesta (1.000 euro per la Active, 550 per la Allure e GT LIne) si può avere il 3D Connected Navigation con comando vocale, segnala anche le condizioni del traffico in tempo reale, la situazione dei parcheggi e l’ubicazione delle stazioni di servizio. 

Su strada

Per questo «primo contatto» con il Rifter sul suolo francese, abbiamo scelto 2 allestimenti differenti e con 2 motorizzazioni diverse, ma con un prezzo praticamente uguale: la «Allure» con il propulsore a gasolio BlueHDi da 100 cavalli e cambio manuale a 5 rapporti (23.950 euro), e la «GT Line» con motore a benzina PureTech da 110 cavalli e cambio manuale a 6 rapporti (24.150 euro).

Iniziamo con il diesel e, imboccata la tortuosa strada che dalla costa si inerpica verso il paese di La Turbie, apprezziamo la guidabilità del Rifter Allure, confortata dalla posizione di guida e dalla manovrabilità del cambio manuale. La coppia di 250 Nm non è molto alta, ma il motore BlueHDi è sempre pronto e, grazie al cambio ben rapportato, si apprezza l’elasticità di marcia. Il volante schiacciato sopra e sotto con la strumentazione sopra, può non piacere ai tradizionalisti, ma una volta preso mano e occhio l’i-Cockpit® è se non altro molto pratico. Il muso corto e squadrato consente di percepire il preciso ingombro del Rifter senza dover «allungare il collo».

Il volume interno è notevole, il tetto Crystal amplia ulteriormente la sensazione di spazio e l’ambiente è molto luminoso. La soluzione dei 3 sedili singoli posteriori è senz’altro più confortevole e pratica della solita panchetta. Sul retro degli schienali anteriori c’è anche un tavolino ribaltabile, peccato che stranamente è incernierato in alto, basta mettere un computer che si ripiega da solo.

Anche se la destinazione d’uso del Rifter è un utilizzo di svago per tutta la famiglia, è doveroso cedere alla tentazione di guidarlo in modo più vivace e le curve che salgono ancora fino ai 1.000 metri del borgo di Peille agevolano il compito.  La stabilità in curva non riserva sorprese, le sospensioni pseudo McPherson davanti e l’asse posteriore a traversa deformabile, riducono sensibilmente il rollio, rendendo la guida estremamente piacevole e sicura.

Considerando la propensione del Rifter a utilizzare anche strade sterrate, abbiamo voluto verificare le sue attitudini. Inserito l’Advanced Grip Control, il Rifter avanza senza che nessuna delle due ruote motrici anteriori manifesti sintomi di perdita di aderenza. Il «tuttofare» della Casa del Leone si inerpica agevolmente e l’altezza da terra di 180 mm evita di toccare con il sottoscocca (peraltro protetto) la parte centrale della carrareccia, da parte sua, la specifica taratura delle sospensioni ammortizza bene il ciottolato.

Rientrati sulla costa abbiamo voluto testare la versione «GT Line» a benzina su un percorso più piatto, con traffico e soventi fermate. La differenza tra i due motori si sente subito, il 3 cilindri PureTech è più vivo e i 10 cavalli in più rispetto al Diesel BlueHDi (100 cv) si apprezzano fin dalla prima partenza. Nel traffico la vettura è scattante e sale rapidamente di giri, ottimo il cambio a 6 rapporti, sarebbe da provare quella da 130 cavalli con l’automatico.

A parte il diverso livello di finitura tra la Allure e la GT Line, il comportamento su strada delle due vetture è molto simile, l’unica discriminante potrebbe essere il consumo che, secondo quanto dichiarato da Peugeot, è di 5,4 litri/100 km per il benzina PureTech contro i 4,1 litri del Diesel BlueHDi e sorprendentemente, ma non troppo, pur con una potenza quasi uguale, le emissioni CO2 del motore a benzina, sono maggiori del Diesel, 124 contro 108 g/km.

[ Paolo Pauletta ] 

 

PRO & CONTRO

+ scelta tra «Corta» o «Lunga»

+ Praticità di accesso

+ Lunotto apribile

+ Tende parasole a scomparsa vetri posteriori

+ Tanti vani portaoggetti  

– Troppa plastica e dura per la plancia e il tunnel centrale

– Tavolino posteriore incernierato in alto

– Braccioli sedili anteriori non regolabili

– Vista la tipologia della vettura la ruota di scorta potrebbe essere di serie

I NOSTRI VOTI
Qualità prezzo
90 %
Posizione di guida
90 %
Cruscotto
85 %
Visibilità
85 %
Comfort
86 %
Motore
82 %
Ripresa
80 %
Cambio
84 %
Frenata
84 %
Sterzo
86 %
Tenuta strada
82 %
Dotazione
88 %
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